Abstract
Gestione della Malocclusione di Classe II nei Pazienti in Crescita: dal Trattamento Precoce a Risultati Duraturi
di Perillo Letizia
Uno degli argomenti più dibattuti in ortodonzia riguarda il ruolo del trattamento precoce nella gestione delle malocclusioni di Classe II. Tali malocclusioni associate a retrognatismo mandibolare sono frequenti nei pazienti in crescita e sollevano spesso una questione clinica cruciale: il trattamento dovrebbe essere iniziato durante la crescita o posticipato fino alla dentizione permanente. Diversi aspetti clinici supportano l’intervento precoce, tra cui l’eliminazione di abitudini orali dannose, la riduzione del rischio di trauma incisale, il miglioramento dell’estetica facciale e gli effetti positivi sull’autostima del bambino, ottenuti grazie a un sorriso più armonioso già in giovane età. Tuttavia, la letteratura ortodontica non è unanime riguardo ai reali benefici scheletrici del trattamento precoce, in particolare per quanto riguarda la stimolazione della crescita mandibolare mediante apparecchi funzionali. Le evidenze attuali indicano che tale trattamento dovrebbe essere considerato solo dopo una diagnosi differenziale accurata e approfondita. Un corretto approccio diagnostico è essenziale per distinguere tra componenti dentoalveolari e diversi tipi scheletrici di retrusione mandibolare, valutare il potenziale di crescita individuale e identificare i pazienti che possono realmente beneficiare del trattamento ortopedico funzionale. Senza questa valutazione individualizzata, l’intervento precoce può comportare modifiche prevalentemente dentali, temporanee o instabili nel tempo. Questa lezione enfatizza il ruolo fondamentale della diagnosi differenziale nella gestione precoce delle malocclusioni dento-scheletriche di Classe II e illustra i criteri rilevanti per selezionare i candidati appropriati al trattamento funzionale. Particolare attenzione viene dedicata alla stabilità a lungo termine dei risultati terapeutici. Le evidenze scientifiche sono presentate attraverso l’analisi di pazienti trattati con il Frankel Functional Regulator (FR-2), con un periodo di follow-up superiore ai 20 anni, dimostrando che modifiche scheletriche e occlusali stabili possono essere raggiunte quando il trattamento è correttamente indicato e opportunamente temporizzato. Questi risultati sottolineano un messaggio clinico chiave: il trattamento precoce delle malocclusioni di Classe II associate a retrusione mandibolare può portare a risultati duraturi, ma solo se basato su una diagnosi accurata, una corretta scelta dell’apparecchio e obiettivi terapeutici realistici.
