Abstract
La distalizzazione nel mascellare: quando, come e perché?
di Nienkemper Manuel
La distalizzazione nel mascellare superiore: quando, come e perché? A seconda dell’origine dell’occlusione distale, la distalizzazione dei molari può apportare grandi benefici al paziente. Ma, naturalmente, non è indicata per tutti i casi. Le tecniche convenzionali di distalizzazione, compresi gli apparecchi extraorali e intraorali con ancoraggio dentale o osseo, sono spesso associati ad effetti collaterali indesiderati, quali perdita di ancoraggio, movimento mesiale degli anteriori, estrusione molare, e maggiore necessità di collaborazione da parte del paziente. L’introduzione dei dispositivi di ancoraggio temporaneo (TAD), in particolare le miniviti palatali, ha ampliato in modo significativo le possibilità di ottenere con la biomeccanica una distalizzazione molare prevedibile e senza necessità di collaborazione, con un migliore controllo dell’ancoraggio. La presentazione verte sulle indicazioni e la meccanica per la distalizzazione dei molari e sull’ottimizzazione dell’inserimento dei TAD. Qual è il miglior sito di inserzione? Qual è il miglior flusso di lavoro? Quali sono i requisiti per il disegno della minivite? Qual è la migliore biomeccanica in base ai dati clinici individuali e come dovrebbe essere progettato l’apparecchio per evitare effetti collaterali e per conseguire in modo affidabile gli obiettivi di trattamento? Quali problemi possono verificarsi e come possono essere evitati nel modo più predicibile possibile?
