Abstract
Miniviti infrazigomatiche vs inter-radicolari - Evoluzione dei tads diretti per la distalizzazione nel camouflage delle seconde
di Derton Nicola
Nelle malocclusioni di Classe II dopo il completamento della crescita, il camouflage ortodontico si configura oggi come una possibile e concreta alternativa alla chirurgia ortognatica in una selezione appropriata di casi. Attraverso un accurato controllo delle componenti dento-alveolari, ottenuto mediante meccaniche di distalizzazione supportate da TADs alveolari o, più recentemente, tramite arretramenti “en masse” con ancoraggio scheletrico extra-alveolare, è possibile correggere la discrepanza sagittale senza intervenire sulle basi scheletriche. Questo approccio consente di ottenere adeguata funzione e rispettare l’estetica del sorriso senza deteriorare quella del volto , mantenendosi entro confini biomeccanici controllabili e senza oltrepassare i tradizionali limiti biologici. Il camouflage rappresenta quindi una scelta terapeutica consapevole, alle volte richiesta da pazienti che si riconoscono in una soluzione di compromesso rispettosa del proprio “self concept” e che non percepiscono la correzione chirurgica come necessaria per la loro qualità di vita. Le più moderne soluzioni biomeccaniche offerte dall’ancoraggio scheletrico hanno ampliato in modo significativo le possibilità diagnostiche e terapeutiche, rendendo questo approccio più prevedibile, controllabile e clinicamente sostenibile rispetto al passato.
