Abstract

Comprendere l’asimmetria nella malocclusione di Classe II: una roadmap strategica per un trattamento efficace con allineatori trasparenti

di Lione Roberta

Rapporti occlusali asimmetrici sono osservati molto frequentemente nelle malocclusioni di Classe II, anche in pazienti in dentizione mista. Un quesito ricorrente nella pratica clinica riguarda l’eziologia dell’asimmetria, che può essere di natura prevalentemente dento-alveolare, scheletrica oppure mista. La scelta del protocollo terapeutico e la definizione di un piano di trattamento personalizzato, volto al recupero della simmetria occlusale e funzionale, dipendono principalmente dalla distinzione tra componenti scheletriche e dentali coinvolte nell’asimmetria. In letteratura, la prevalenza dell’asimmetria scheletrica risulta inferiore rispetto a quella della componente dento-alveolare. Le asimmetrie dentali vere e proprie non sono riconducibili esclusivamente ad agenesie, ma più frequentemente a lievi discrepanze di Bolton o a differenze di posizione e di torque all'interno delle arcate. In particolare, un posizionamento più distale del primo molare mandibolare sul lato in Classe II, associato a una deviazione della linea mediana dentale inferiore verso il lato in Classe II, è indicato come il principale fattore eziologico. Un fattore secondario è rappresentato dal posizionamento più mesiale del primo molare mascellare sul lato in Classe II, associato a una deviazione della linea mediana superiore in direzione opposta. La complessità del trattamento è ulteriormente influenzata dall’associazione tra asimmetria dentale e asimmetria funzionale. Sono disponibili diverse opzioni terapeutiche, tra cui l’impiego di meccaniche asimmetriche mediante allineatori trasparenti. La valutazione di parametri quali il tip ed il torque e la quantità di spazio disponibile consente di analizzare la posizione e la forme delle arcate, per definire il piano di trattamento più adeguato. Inoltre, l'effetto bite-block degli allineatori trasparenti può contribuire all’eliminazione di posture mandibolari viziate e alla deprogrammazione neuromuscolare, migliorando l’efficacia delle meccaniche ortodontiche.