Abstract

Terapia intercettiva: aspetti funzionali, limiti e protocolli

di Sfondrini Maria Francesca

La terapia ortodontica intercettiva svolge un ruolo fondamentale nella gestione precoce delle malocclusioni in fase di sviluppo, con la potenzialità di guidare la crescita craniofacciale e ridurre la gravità e la complessità dei problemi ortodontici nelle fasi successive. Tra i fattori che influenzano i risultati del trattamento, i disordini miofunzionali oro-facciali hanno ricevuto crescente attenzione a causa del loro potenziale impatto sullo sviluppo dento-alveolare, sulle relazioni scheletriche e sulla stabilità dei risultati ottenuti a lungo termine. Questa presentazione si concentra sull'interazione tra il trattamento ortodontico intercettivo e i disturbi miofunzionali oro-facciali, tra cui la postura alterata della lingua, sia a riposo sia durante la funzione (ad es. deglutizione atipica), la respirazione orale e gli squilibri muscolari. Viene discussa l'importanza della diagnosi precoce e della valutazione funzionale, sottolineando la necessità di un approccio interdisciplinare che coinvolga Ortodontisti, Logopedisti e altri professionisti sanitari. Durante la relazione saranno anche esaminati criticamenti i risultati recenti della ricerca scientifica che ha integrato la terapia ortodontica intercettiva con gli aspetti mio-funzionali. Ci si domanda se la riabilitazione mio-funzionale sia sempre necessaria e se sia meglio che si attui in modo attivo (tramite esecuzione di esercizi mirati), oppure in modo passivo (tramite alcuni apparecchi, indossati anche per breve tempo) o con entrambe le modalità. Sebbene siano stati proposti diversi approcci terapeutici e protocolli clinici, attualmente la Letteratura mostra ancora una mancanza di linee guida standardizzate e basate su prove scientifiche (sia per quanto concerne i tempi di trattamento, sia in relazione alla scelta degli apparecchi e all'efficacia a lungo termine). Un limite significativo nella definizione di protocolli universalmente applicabili è rappresentato dalla variabilità individuale nei modelli di crescita, nell'adattamento neuromuscolare e nella compliance offerta del paziente. Altri limiti ad oggi possono essere ricercarti nella scarsità degli strumenti tecnologici per valutazioni scientifiche validate (quantificabili e riproducibili) in ambito di rieducazione mio-funzionale.